Ingegneri e architetti devono fare rete.

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26/05/2017, 6:07

Sempre più spesso oggi si sente dire o si legge su internet che architetti e ingegneri devono fare rete insieme. Voi cosa ne pensate? Pensate che effettivamente fare rete (ma come però) possa salvare la professione dell'ingegnere in ambito privato?

Pensate ormai che la burocrazia non possa consentire nuove società di ingegneria?

Pensate che oggi lo Stato effettivamente penalizzi queste attività spingendo quindi il professionista ad andare alle dipendenze di aziende e realtà più grandi già costituite e strutturate?

Voi cosa ne pensate?
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27/05/2017, 18:21

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17/06/2017, 16:31

Si' sarebbe auspicabile, anche i geometri se è per quello.
Sul come boh ...
Potrebbe essere un vero e proprio network di professionisti (seri altrimenti non funziona), che agisce solo tramite la rete, uno esperto in una materia, uno in un'altra ecc. ecc.
Oppure uno esperto in un determinato SW e così via.
Ovviamente dev'esserci stata almeno una prima riunione fisica di tutte le persone, e se si trova un'accordo si parte.
Chiaro che bisogna venire preparati ...
I vantaggi sono evidenti, si tratta di un'impresa diffusa, grazie alla rete si può essere in tutto il pianeta, i lavori/osservazioni comuni verranno messi su di un cloud.
Oppure sul server di un sito, si abbattono i costi di gestione non c'è una sede fisica ad esempio.
Gli svantaggi sono evidenti anch'essi ...
Questo tipo di lavoro non è ancora capito in Italia, quindi si deve puntare sull'estero.
Poi l'organizzazione dev'essere ferrea, se tu prendi un impegno lo devi mantenere esattamente come dici, non puoi dire:
"lo faccio domani".
Per questo dev'essere gente molto ma molto seria.
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17/06/2017, 20:20

Per questo é una cosa difficile. Bisognerebbe capire cosa intende l'ordine degli ingegneri col "fare rete".
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Fulvio Romano
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18/06/2017, 16:54

"Gli ingegneri devono fare rete" è lo slogan del governo, oppure del CNx, oppure di qualche altro ente che non capisce una cippa dei problemi dei professionisti, ma decide di aiutarli a creare un'infrastruttura, tecnologie avanzate al servizio di progettazioni particolari e specifiche, con supporti che poi serviranno per progettare grosse situazioni, strumenti di precisione per una svolta magari futura anche della meccanica (cit. "tre uomini e una gamba").

La verità è che ho partecipato già a due di queste "reti", che poi sono morte prima di partire. La "rete" è uno strumento che deve servire all'ingegnere, è inutile dire "DOVETE fare rete". E' ancora più inutile sviluppare una soluzione e poi andare in giro a cercare dei problemi che possano funzionare con quella soluzione. Bisogna prima chiedersi qual è il problema, e solo dopo decidere SE la rete è una delle possibili soluzioni.

Se è vero che oggi il lavoro non c'è, che ci si strappa il lavoro neanche fosse un bramato pezzo di carne, cosa vuol dire fare "rete"? Io prendo il lavoro, ma deontologicamente non sono convinto di riuscire a portarlo fino in fondo, aspetta che chiamo uno della mia rete, che non conosco, con il quale non ho mai lavorato, e gli passo il contatto? Che speranze ha di funzionare?

Vediamola ora dal punto di vista del committente. Devo fare un lavoro da cinque, dieci, quindici milioni di euro. Mi assumo in solido la responsabilità con il mio cliente e poi devo trovare un professionista che mi sviluppi il progetto. Pronto? Parlo con la rete? Ho bisogno di un esperto di ponti a sostentamento biomagnetico, purtroppo sulle pagine gialle non ho trovato nulla, voi avete qualcosa? Aspetti... ecco, si, abbiamo l'ingegner Romano a 56 €/h e l'ing. Lepore a 48€/h, quale preferisce?
Niente maestranze, niente coordinamento, niente sale riunioni, un po' come fare l'assicurazione online, se ho un incidente e non mi rispondono più a telefono presso che sede vado ad incontrarli?

Vi dico la mia, questa cosa non ha mai funzionato perché ci si riempie la bocca di termini come "rete", "lavoro distribuito", "sinergie delocalizzate", ma nessuno ha capito di che ca**o si sta parlando e quindi nessuno ha il coraggio di metterci neanche un euro sopra.
Non è importante che tu creda o meno di potercela fare, avrai ragione in ogni caso!
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18/06/2017, 17:05

Vi racconto più nel dettaglio cosa successe.
Una rete di persone che si conoscono, si fidano l'un l'altro pur senza aver mai lavorato insieme.

Dopo un anno dall'"apertura" della rete, il deserto più totale. Banale, no? Se io sono nel settore della robotica, frequento quell'ambiente, troverò commesse nell'ambito della robotica. E' difficile che uno mi venga a chiedere di progettargli uno yacht, vi pare? Se uno mi chiede un robot, so farlo, è il mio campo, sono strutturato per affrontare la richiesta, perché mai dovrei chiedere alla rete? Per assorbire picchi di lavoro? Ma di quali picchi stiamo parlando??? Ci siamo quindi immediatamente resi conto che questa "rete", ciascuno con la propria professionalità è sbagliata come definizione. Siamo un gruppo con una potenza di fuoco infinita, ma di fatto che non ha chances di funzionare proprio per come è definita.

Ma mi chiedono di sviluppare un sistema di automazione che per motivi che non vi sto a dire non posso sviluppare in prima persona. Mi rivolgo alla rete. Un progettino banale, un ragno meccanico con un sistema di visione che aggancia in modalità semi-supervisionata uno scarico gas e connette un aspiratore. Facile, io mi occupo dell'aspetto meccatronico e del software di visione automatica. Mi serve uno che sviluppi il dettaglio meccanico, uno che faccia aspirazioni ed uno che certifichi il sistema dal punto di vista dell'inquinamento residuo.
Quanta gente credete che abbia trovato disposta a lavorarci? Abbiamo fatto l'offerta io ed uno che conoscevo già esternamente alla rete, con il quale avevo lavorato più volte ed il rapporto era già collaudato. Bell'affare, vero?

Dopo un altro anno un tizio propone un intervento di carpenteria riparativa su un mezzo navale. Un po' di risposte del tipo: "si, tienimi presente, posso fare il lavoro dal lunedì al mercoledì. No, aspetta, non mi chiedere un'offerta, non ho il tempo di prepararla, ora. Fai tu, poi ci accordiamo". L'apoteosi della professionalità, vi sembra?

Questo è stato l'ultimo evento. Poi la Fenice è ritornata cenere per non risorgere più.
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21/06/2017, 7:04

Fulvio Romano ha scritto:
18/06/2017, 16:54


Vi dico la mia, questa cosa non ha mai funzionato perché ci si riempie la bocca di termini come "rete", "lavoro distribuito", "sinergie delocalizzate", ma nessuno ha capito di che ca**o si sta parlando e quindi nessuno ha il coraggio di metterci neanche un euro sopra.
Beh, mi sembra condivisibile.
E si vede anche qui come sia difficile riunire gente professionale anche solo per scambiare informazioni.
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30/06/2017, 17:31

Fulvio Romano ha scritto:
18/06/2017, 17:05
Vi racconto più nel dettaglio cosa successe.
Una rete di persone che si conoscono, si fidano l'un l'altro pur senza aver mai lavorato insieme.
Ho capito a quale rete ti riferisci ... :)
Fulvio Romano ha scritto:
18/06/2017, 17:05
Dopo un anno dall'"apertura" della rete, il deserto più totale. Banale, no? Se io sono nel settore della robotica, frequento quell'ambiente, troverò commesse nell'ambito della robotica. E' difficile che uno mi venga a chiedere di progettargli uno yacht, vi pare?
Beh non proprio ... parlo per esperienza personale.
Fulvio Romano ha scritto:
18/06/2017, 17:05
Se uno mi chiede un robot, so farlo, è il mio campo, sono strutturato per affrontare la richiesta, perché mai dovrei chiedere alla rete? Per assorbire picchi di lavoro? Ma di quali picchi stiamo parlando??? Ci siamo quindi immediatamente resi conto che questa "rete", ciascuno con la propria professionalità è sbagliata come definizione. Siamo un gruppo con una potenza di fuoco infinita, ma di fatto che non ha chances di funzionare proprio per come è definita.
Beh ma se a te un cliente chiede un robot, ma lo devi progettare in un SW che non hai e che non conosci ? Che fai ?
Fulvio Romano ha scritto:
18/06/2017, 17:05
Ma mi chiedono di sviluppare un sistema di automazione che per motivi che non vi sto a dire non posso sviluppare in prima persona. Mi rivolgo alla rete. Un progettino banale, un ragno meccanico con un sistema di visione che aggancia in modalità semi-supervisionata uno scarico gas e connette un aspiratore. Facile, io mi occupo dell'aspetto meccatronico e del software di visione automatica. Mi serve uno che sviluppi il dettaglio meccanico, uno che faccia aspirazioni ed uno che certifichi il sistema dal punto di vista dell'inquinamento residuo.
Quanta gente credete che abbia trovato disposta a lavorarci? Abbiamo fatto l'offerta io ed uno che conoscevo già esternamente alla rete, con il quale avevo lavorato più volte ed il rapporto era già collaudato. Bell'affare, vero?
Infatti ...
Fulvio Romano ha scritto:
18/06/2017, 17:05
Dopo un altro anno un tizio propone un intervento di carpenteria riparativa su un mezzo navale. Un po' di risposte del tipo: "si, tienimi presente, posso fare il lavoro dal lunedì al mercoledì. No, aspetta, non mi chiedere un'offerta, non ho il tempo di prepararla, ora. Fai tu, poi ci accordiamo". L'apoteosi della professionalità, vi sembra?
Per questo io parlavo di regole ferree ... e di serietà ...
Fulvio Romano ha scritto:
18/06/2017, 17:05
Questo è stato l'ultimo evento. Poi la Fenice è ritornata cenere per non risorgere più.
Povera Fenice :(
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30/06/2017, 17:50

Fulvio Romano ha scritto:
18/06/2017, 16:54
"Gli ingegneri devono fare rete" è lo slogan del governo, oppure del CNx, oppure di qualche altro ente che non capisce una cippa dei problemi dei professionisti, ma decide di aiutarli a creare un'infrastruttura, tecnologie avanzate al servizio di progettazioni particolari e specifiche, con supporti che poi serviranno per progettare grosse situazioni, strumenti di precisione per una svolta magari futura anche della meccanica (cit. "tre uomini e una gamba").
:D film molto divertente
Fulvio Romano ha scritto:
18/06/2017, 16:54
La verità è che ho partecipato già a due di queste "reti", che poi sono morte prima di partire. La "rete" è uno strumento che deve servire all'ingegnere, è inutile dire "DOVETE fare rete". E' ancora più inutile sviluppare una soluzione e poi andare in giro a cercare dei problemi che possano funzionare con quella soluzione. Bisogna prima chiedersi qual è il problema, e solo dopo decidere SE la rete è una delle possibili soluzioni.
Esatto, a determinate condizioni, che riconosco sono molto difficili da avere, io penso che la rete possa funzionare; altrimenti ... meglio fermarsi.
Fulvio Romano ha scritto:
18/06/2017, 16:54
Se è vero che oggi il lavoro non c'è, che ci si strappa il lavoro neanche fosse un bramato pezzo di carne, cosa vuol dire fare "rete"? Io prendo il lavoro, ma deontologicamente non sono convinto di riuscire a portarlo fino in fondo, aspetta che chiamo uno della mia rete, che non conosco, con il quale non ho mai lavorato, e gli passo il contatto? Che speranze ha di funzionare?
Poche ...
Fulvio Romano ha scritto:
18/06/2017, 16:54
Vediamola ora dal punto di vista del committente. Devo fare un lavoro da cinque, dieci, quindici milioni di euro. Mi assumo in solido la responsabilità con il mio cliente e poi devo trovare un professionista che mi sviluppi il progetto. Pronto? Parlo con la rete? Ho bisogno di un esperto di ponti a sostentamento biomagnetico, purtroppo sulle pagine gialle non ho trovato nulla, voi avete qualcosa? Aspetti... ecco, si, abbiamo l'ingegner Romano a 56 €/h e l'ing. Lepore a 48€/h, quale preferisce?
Niente maestranze, niente coordinamento, niente sale riunioni, un po' come fare l'assicurazione online, se ho un incidente e non mi rispondono più a telefono presso che sede vado ad incontrarli?
Allora le assicurazioni online dovrebbero essere già scomparse :)
Le maestranze sarebbero i professionisti stessi ed eventuali loro subordinati, il coordinamento e le riunioni via Skype (ad es.) sono difficili, ma non impossibili.
Fulvio Romano ha scritto:
18/06/2017, 16:54
Vi dico la mia, questa cosa non ha mai funzionato perché ci si riempie la bocca di termini come "rete", "lavoro distribuito", "sinergie delocalizzate", ma nessuno ha capito di che ca**o si sta parlando e quindi nessuno ha il coraggio di metterci neanche un euro sopra.
Cioè se, putacaso, ci mettessero i dindi potrebbe funzionare ?

In pratica Fulvio ci sta' dicendo che, in una realtà come quella Italiana, vale ancora il fatto di poter parlare face to face nella stessa città, edificio, ditta ecc. ecc.
Ed è vero, io preferisco insultare uno face to face piuttosto che Skype :ymblushing:
Tuttavia, visto anche i salti tecnologici che stanno facendo, chissà un giorno la Fenice risorgerà.

Ma questo sporco essere ignobile, cioè io, nonché disinformatizzato al massimo livello sarà out. :-q
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08/07/2017, 11:57

zero2 ha scritto:
30/06/2017, 17:50

Allora le assicurazioni online dovrebbero essere già scomparse :)
Le maestranze sarebbero i professionisti stessi ed eventuali loro subordinati, il coordinamento e le riunioni via Skype (ad es.) sono difficili, ma non impossibili.
No. Io dall'assicurazione non cerco una serietà professionale che possa soddisfare un set di requisiti inespressi che possono nascere durante lo sviluppo di un progetto. Non cerco una collaborazione continua durante la progettazione. Cerco di soddisfare un obbligo di legge al più basso costo possibile.
zero2 ha scritto:
30/06/2017, 17:50
In pratica Fulvio ci sta' dicendo che, in una realtà come quella Italiana, vale ancora il fatto di poter parlare face to face nella stessa città, edificio, ditta ecc. ecc.
Non è questo che ho detto. O meglio, questo è solo un aspetto estremamente limitato di quello che ho detto.
Quello che sto dicendo è che il mercato ha delle richieste come affidabilità (tecnica, creditizia, societaria), flessibilità, competenza, ecc. Il modello di rete qui proposto non soddisfa neanche una di queste richieste, non ha quindi speranza di poter essere presa in considerazione. Vediamo:

- affidabilità tecnica. Chi è il mio interlocutore? Il Project Manager? Che controllo ha sulle proprie risorse che non sono legate a lui da condizioni contrattuali perché facenti parte di altre società? Come controllo il processo di escalation se i diversi rami dell'organigramma di progetto non hanno lo stesso inquadramento societario?
- affidabilità creditizia. Come faccio una visura camerale di una "rete"?
Affidabilità societaria...quale società?
- flessibilità: "Scusi PM, mi passa per piacere l'ing. Cane?", "ehm...non saprei forse è in ferie, sa, non controllo io le sue ferie", "va bene, mi passi allora l'ing. Pippo", "ehm, si, cioè... è da ieri in cassa integrazione"
- competenza: "Scusi PM, mi aveva detto che l'ing. Cane era il più esperto di hardware per il controllo automatico. Non è riuscito a dirmi se il condizionamento degli operazionali devo farlo a impedenza passiva o devo traslare in frequenza le loro trasformate. Mi dice che lui per hardware non intendeva lo sbroglio VHDL, ma la progettazione di quadri PLC."
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