Selezione da parte di azienda

Esperienze con headhunter e agenzie di recruiting.

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Fulvio Romano
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11/08/2018, 11:20

Questa voglio raccontarvela perché è stata una delle migliori esperienze di colloquio della mia vita, anche se purtroppo si è conclusa negativamente.
Parliamo di una grossa azienda (55000 dipendenti di gruppo), filiale di Pordenone, settore R&D professional. Mi contatta un ufficio dalla Polonia che si occupa di selezione del personale per tutto il gruppo. Mi trovano su LinkedIN (che sembra funzionare molto bene) e mi mandano una mail per capire se sono interessato.
Successivamente mi chiama questa ragazza, probabilmente psicologa e molto preparata nella selezione. Il primo colloquio telefonico si svolge in inglese. Mi diranno poi che fare il primo colloquio in lingua significa anche scartare da subito chi scrive sul curriculum "inglese fluente" ma poi non riesce ad esprimersi. L'azienda è una multinazionale, quindi l'inglese è conditio sine qua non.

Nel primo colloquio telefonico praticamente non si parla di lavoro, ma solo delle mie aspirazioni, il rapporto con i colleghi, le capacità di gestire dei dipendenti (il ruolo era di tipo manageriale), la capacità di gestire situazioni di crisi, di stress, ecc. Prima di iniziare, la ragazza a telefono mi chiede più volte come mi sento, se ho tempo a disposizione per il colloquio e se in quel momento sono a mio agio. Era chiarissimo l'intento di dirmi "se puoi facciamo ora, non fare l'eroe, non continuiamo se hai altro da fare che perdiamo tempo in due". Inutile dire che ho apprezzato la professionalità.
Il colloquio va bene e mi chiedono un secondo colloqui tecnico in azienda. Ma prima di farlo mi chiedono di compilare due questionari online.

Il primo questionario, a tempo, era diviso in alcune sezioni tipo matematica, logica, linguistica, ecc. Secondo me lascia il tempo che trova, ma va fatto, quindi lo completo. Probabilmente serve a scremare gente bravissima a vendersi ma proprio inetta sul piano operativo, perché chiunque abbia fatto la Settimana Enigmistica sarebbe riuscito a fare quegli esercizi.
Il secondo questionario invece era estremamente interessante. Non a tempo, ma veniva richiesto di non impiegare troppo tempo a rispondere. Era un questionario PAPI 3 (Personality And Preference Inventory - https://fr.wikipedia.org/wiki/Questionn ... C3%A9_PAPI) di cui avevo solo sentito parlare alla lontana. Dovevo dare una risposta da 1 a 5 su quanto ero d'accordo su affermazioni tipo "Cerco un cambiamento costante" o "Sono sempre un gran lavoratore" o "Sono a mio agio sotto stress".

La cosa più interessante e che poi mi hanno mandato una relazione di sette pagine sul mio profilo psicologico nel quale erano riportate cose di me che ho dovuto ammettere essere vere, che non avevo mai notato e che quindi non avevo detto esplicitamente né al colloquio, né durante il test.

La selezione è andata male, meglio così perché sebbene avessi competenze perfettamente centrate, era un ruolo un po' troppo da ricercatore, mentre io preferisco mantenere un contatto di tipo un po' più industriale. Evidentemente loro lo hanno capito prima di me. Evidentemente qualche altro candidato era migliore di me dal punto di vista delle aspirazioni. Questa esperienza tuttavia mi ha fatto crescere molto ed è stata interessantissima.
Non è importante che tu creda o meno di potercela fare, avrai ragione in ogni caso!
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11/08/2018, 14:46

Quindi linkedin funziona... :ymapplause:
Bello sarebbe poter chiedere una sorta di analisi psicologica che ti aiuti a cercare il lavoro che meglio ti orienti.
Lo fanno?
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Fulvio Romano
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19/08/2018, 17:19

Dipende dal ruolo. Di solito per gli alti profili viene fatto.
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AmicoCad
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Questo argomento mi interessa: c'è la possibilità di chiedere a specialisti una sorta di analisi psicoattitudinale che possa aiutarti a capire le tue propensioni e punti di forza?
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Fulvio Romano
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AmicoCad ha scritto:
19/08/2018, 23:04
Questo argomento mi interessa: c'è la possibilità di chiedere a specialisti una sorta di analisi psicoattitudinale che possa aiutarti a capire le tue propensioni e punti di forza?
Esiste il cosidetto "bilancio delle competenze". Ci sono delle società che ti intervistano e poi, dietro pagamento, ti aiutano a scrivere il curriculum e ti indirizzano sul mercato. Io ho fatto un paio di interviste, mi hanno detto quello che pensavano e poi mi hanno fatto un'offerta per andare avanti. Siccome "quello che pensavano" era semplicemente quello che avevo raccontato io detto con altre parole, ho preferito non andare avanti. Non metto in dubbio la loro serietà, ma non mi sono sembrati sufficientemente più competenti di me da pagarli per ricevere un servizio.
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